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Un grande con la schiena diritta

Grande_CancRecensione di Il grande Cancelliere e altri inediti di Michaìl A. Bulgakov

Leonardo Editore, 1991

Ho cercato in rete questo tomo per capire se fosse ancora disponibile, naturalmente ottenendo scarsi risultati. Le librerie online più diffuse non l’hanno (solo una lo cita come “non disponibile”) e sul mercato dell’usato si trova con difficoltà.
E’ un vero peccato, perché si tratta di un volume di grande interesse, sia per lo specialista sia per il semplice lettore appassionato di Bulgakov.
Nel libro si trovano in pratica due stesure primordiali di quello che sarebbe stato il grande capolavoro del nostro, vale a dire Il Maestro e Margherita. Il primo abbozzo prende il nome di Il mago nero, mentre il secondo ha come titolo Il grande cancelliere. Mentre Il mago nero è composto di soli 8 capitoli, che rappresentano alcuni frammenti di quello che sarà il romanzo nella sua stesura definitiva, Il grande cancelliere, con i suoi 35 capitoli, è praticamente il romanzo completo, anche se poi Bulgakov ne riscriverà molte parti, avendo strappato e bruciato molti fogli degli originali manoscritti.
La lettura di questi due testi permette quindi di addentrarsi nella genesi di uno dei grandi capolavori del ‘900, e di capire, anche grazie all’imponente corredo di note, l’atmosfera politica e culturale in cui l’autore era immerso e il grande significato politico del romanzo.
Bulgakov scrive infatti il suo capolavoro nel periodo più duro dello stalinismo, quando è un intellettuale guardato con sospetto dal potere, che per poter sopravvivere (letteralmente) deve piegarsi a compromessi spesso dolorosi. La grande valenza di questi inediti sta infatti soprattutto nel permetterci di conoscere alcune delle intenzioni reali di Bulgakov rispetto ad un romanzo che avrebbe dovuto essere, e in gran parte sarà, uno straordinario atto d’accusa nei confronti della società staliniana e del conformismo di gran parte dell’intellighentsia sovietica rispetto ai brutali diktat ideologici del bolscevismo fattosi stato. Per avere la speranza di pubblicare il romanzo, tuttavia, Bulgakov tagliò, limò, in parte edulcorò le prime redazioni, arrivando a eliminare fisicamente le parti più dure e compromettenti dei manoscritti. Sappiamo che questo non gli servì: morì nel 1940 senza che il romanzo venisse completato, e la sua pubblicazione sarà possibile solo nel 1966.
Oltre ai manoscritti ed alle relative note, di grande importanza per capire la genesi del romanzo e il rapporto di Bulgakov con il potere e con Stalin in persona è la ponderosa introduzione di Victor Losev, dal titolo Bulgakov e Stalin, di oltre 60 pagine, che esplora un decennio di attività letteraria dell’autore dalla fine degli anni’20: ne esce il ritratto di un intellettuale integro, che non si piega alle lusinghe del conformismo, che a volte (come detto) accetta per sopravvivere di modificare piccole parti dei suoi scritti, ma sempre senza oltrepassare il limite della coerenza di fondo delle sue idee. I suoi NO gli sono costati l’emarginazione in vita, anche se la sua notorietà internazionale e la complessità del giudizio di Stalin nei suoi confronti gli evitarono guai peggiori.
Completano il volume oltre 100 pagine di lettere scritte da Bulgakov in quegli anni, alle autorità come agli amici.
In definitiva un ottimo libro, che coniuga il piacere della lettura romanzesca all’analisi dell’opera di un grande scrittore del ‘900, che seppe tenere la schiena dritta in un periodo terribile. Un esempio che è sin troppo facile contrapporre all’atteggiamento servile nei confronti del potere di molti intellettuali italiani in questo ultimo ventennio, nel quale per fortuna il tratto dominante non è stato quello della tragedia ma quello della farsa.

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Autore:

Bibliofilo accanito, lavoro in un Parco Naturale

3 pensieri riguardo “Un grande con la schiena diritta

  1. Questo devo assolutamente procurarmelo, considerando che ho letto “Il Maestro e Margherita” circa 6-7 volte (ho perso il conto) e che ammiro Bulgakov per tutta la sua produzione.
    Grazie per averci segnalato questo testo, non ne ero a conoscenza. 🙂

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