Pubblicato in: Filosofia, Letteratura, Libri, Marxismo, Recensioni

Leggere Engels oggi

AntiduhringRecensione di Anti-Dühring, di Friederich Engels

Editori Riuniti, Biblioteca del pensiero moderno, 1985

Leggere Engels oggi risponde per me a due esigenze. La prima è di carattere letterario e documentario, e si riferisce al piacere di approfondire il pensiero di un autore che, insieme a Karl Marx, ha posto le basi di una interpretazione del mondo che ha davvero contribuito a cambiarlo, secondo una famosissima asserzione del filosofo di Trier. L’opera di Marx ed Engels, anche se non ha visto la storia dell’umanità evolversi completamente nel senso che i due autori ritenevano inevitabile (almeno sinora) è stata comunque la possente piattaforma teorica su cui si sono appoggiate le lotte del movimento operaio lungo due secoli, lotte che hanno trasformato profondamente i rapporti sociali ed hanno permesso, almeno nel mondo occidentale, il parziale riscatto di milioni di uomini da una condizione di assoluta povertà e subordinazione.
L’Anti-Dühring risponde perfettamente a questa esigenza. Il testo è infatti una sorta di compendio della elaborazione teorica marx-engelsiana, e presenta, in ciascuno dei tre grandi capitoli in cui è suddiviso (Filosofia, Economia politica, Socialismo) il pensiero dei due in una forma piana e comprensibile anche per i non “addetti ai lavori”. Il testo fu scritto da Engels inizialmente (1877-78) per polemizzare con le tesi social-positiviste di Eugen Dühring, che stavano prendendo piede nel movimento operaio tedesco; in breve però l’Anti-Dühring ebbe una larga diffusione, per la sua struttura “manualistica”, tanto che Engels ne curò altre due edizioni, con importanti revisioni, sino al 1894.
Questo suo carattere di “manuale” ha costituito anche il più grande limite di questo testo, perché è stato identificato spesso come la “bibbia” del marxismo ortodosso, una sorta di “marxism for dummies”, assumendo – accuratamente depurato dagli elementi ritenuti scomodi – un carattere dogmatico certamente lontanissimo dalla volontà del suo autore. Del carattere “manualistico” assunto dal testo e del suo essere invece senza dubbio un testo che approfondisce alcuni dei temi centrali della critica marxiana dà conto nella lunga ed illuminante introduzione Valentino Gerratana.
Leggere l’Anti-Dühring risponde per me anche ad un’altra, più profonda esigenza, che è quella di cercare di capire cosa, della immane costruzione marx-engelsiana, è oggi ancora utilizzabile come chiave per comprendere la realtà. Ebbene, la mia personale risposta è che il pensiero marxiano rappresenta ancora oggi una base imprescindibile per qualunque elaborazione teorica che si ponga l’obiettivo di una critica scientificamente fondata alla società e quello di un suo radicale cambiamento. La concezione dialettica della storia, le basi economiche dei rapporti sociali, i concetti di plusvalore e alienazione sono altrettanti moloch teorici con cui dobbiamo fare i conti ancora oggi, in un mondo che, seppure apparentemente lontanissimo da quello in cui vivevano i due filosofi, ne perpetua a livello globale i meccanismi basilari. Certo, nel libro ci sono anche ingenue previsioni sull’imminente crollo del sistema capitalistico o sulla fine delle grandi città, sostituite da diffuse comunità di produttori che, alla luce di quanto è realmente successo nell’ultimo secolo possono farci sorridere. Proprio questi elementi utopici, tuttavia, rappresentano a mio parere un ulteriore elemento di forza dell’Anti-Dühring, che perde il carattere dogmatico che il socialismo realizzato gli aveva attribuito per riacquistare la sua forza teorica e svelarci una inaspettata matrice visionaria nell’autore ritenuto il più pragmatico del grande duo. Per cambiare la realtà bisogna comprenderla, e siccome io ritengo essenziale, pena il disastro, provare a cambiarla, trovo in Marx ed in Engels molte chiavi di lettura perfettamente adattabili alla realtà odierna.
Oltre che funzionale alle esigenze citate leggere l’Anti-Dühring è comunque anche un piacere, perché la vis polemica che lo pervade ne fa un testo molto godibile, e rivela che anche Engels, come Marx, era anche un brillante scrittore, pieno di ritmo ed ironia.

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Autore:

Bibliofilo accanito, lavoro in un Parco Naturale

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