Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura tedesca, Libri, Recensioni, Romanticismo

Nel mondo del Realismo magico

HoffmannRaccontiRecensione di Racconti, di E.T.A. Hoffmann

TEA, 1988

Questo bel volume della TEA, oggi fuori catalogo, contiene alcuni dei più significativi racconti di E.T.A. Hoffmann, comunque facilmente reperibili in altre edizioni, e ci permette di entrare nel, o di approfondire il, realismo magico di questo straordinario scrittore.
In verità non si tratta solo di racconti, perché almeno uno dei testi, Mastro Pulce, è un vero e proprio romanzo, che anche se piuttosto breve (circa 200 pagine in questa edizione) è unanimemente considerato uno dei capolavori assoluti di Hoffmann.
Il primo, lungo, racconto della raccolta, Il maggiorasco, è anche quello più romantico in senso stretto, essendo ambientato in un castello dove avvengono fatti oscuri. E’ quindi anche quello per certi versi meno caratterizzato, anche se non mancano elementi tipicamente hoffmanniani ad esempio nel gioco dei rimandi temporali. Il racconto è nondimeno interessante, oltre che godibilissimo, per la sua abbastanza scoperta funzione “politica”: il Maggiorasco, questo istituto tipicamente medievale che, al fine di salvaguardare l’unitarietà delle proprietà e dei titoli, assegnava l’eredità ad uno solo dei figli, è la causa delle tragedie che si svolgono nel castello di R…sitten. Hoffmann ci dice quindi con questo racconto che è necessario superare i retaggi del feudalesimo e dell’assolutismo.
Il racconto seguente, Il mago Sabbiolino, è uno dei più noti di Hoffmann, ed anche uno dei più allucinati. La tragica storia dell’amore di Natanaele per Olimpia, la bella figlia del professor Spallanzani che si rivelerà essere nient’altro che un automa, ha dei tratti di assoluta modernità e prefigura quasi tanta letteratura di fantascienza che la seguirà. Già Hoffmann aveva presagito come la cieca fede nella scienza potesse generare tragedie, soprattutto in relazione alla fragilità dei sentimenti dell’animo umano. Il sinistro alchimista Coppelius/Coppola è l’antesignano dei tanti scienziati cattivi che la letteratura, anche di serie B partorirà nel corso del ‘900.
Segue un altro grande capolavoro, Il consigliere Krespel, nel quale Hoffmann ci mette in guardia dall’accettare passivamente le apparenze: la realtà, ci dice l’autore, è complessa, e i fenomeni con cui si manifesta possono ingannarci riguardo alla sua essenza. Krespel, infatti, uomo apparentemente bizzarro e insofferente delle convenzioni, tiene segregata la figlia Antonia in modo che viene da tutti giudicato crudele: in realtà il suo comportamento è dettato dall’infinito amore per la figlia, dalla necessità di sottrarla alla morte. Quando il racconto svela le cause del comportamento di Krespel la sua figura e i suoi atti vengono nettati della patina di bizzarria che il ricopriva e risplendono di una tragica grandezza.
Fantasmi è il racconto più breve, ed anche a mio avviso il meno significativo della raccolta, piccolo episodio che comunque ci porta ancora a riflettere sulla possibilità di dare interpretazioni diverse ad un fatto.
Gli ultimi due racconti lunghi (o romanzi brevi) sono due autentiche perle, nei quali Hoffmann abbandona l’elemento drammatico per portarci nel mondo della fiaba saldamente ancorata alla società ed al mondo in cui l’autore vive. Con La scelta della fidanzata e, ancora di più, con Mastro Pulce ci immergiamo appieno nel Realismo magico. Hoffmann gioca con noi facendoci apparire del tutto verosimili le storie che racconta, in cui appaiono maghi ultracentenari accanto a Segretari di Cancelleria prussiani, studenti di Jena che in realtà sono cactus, astronomi che duellano a colpi di cannocchiale, pulci che si ribellano al loro domatore. Perché l’autore ha la capacità di farci sorbire anche le vicende più inverosimili? Senza dubbio per il contenuto fortemente satirico nei confronti della società in cui viveva delle sue storie. Il Consigliere Tusmann, meraviglioso protagonista de La scelta della fidanzata, verosimilissimo rappresentante della burocrazia prussiana, è talmente assurdo nei suoi comportamenti da fare apparire più reali di lui le gesta del mago Leonardo; l’inquisitore Knarrpanti, ancora una figura dissacrante l’occhiuto stato prussiano, è talmente ottuso nella sua indagine contro Pellegrino Tyss che il lettore accetta di buon grado che quest’ultimo abbia come consigliere una pulce parlante. Il mondo di Hoffmann è il suo (il nostro) mondo, e ciascuno può trovare nei suoi personaggi i tratti di qualcuno che conosciamo e nelle sue storie le assurdità e le contraddizioni della società. Per questo trovo assolutamente azzeccata la definizione di Realismo magico data alla poetica di questo straordinario autore.
Questi racconti, in particolare gli ultimi due, ci permettono anche di godere della somma ironia con cui Hoffmann narra. Un esempio eclatante è dato dal finale de La scelta della fidanzata, nel quale Edmondo ed Albertina sembrano finalmente destinati a coronare il loro sogno d’amore ma…. a voi il piacere di leggere.

Annunci

Autore:

Bibliofilo accanito, lavoro in un Parco Naturale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...