Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura italiana, Libri, Recensioni, Rinascimento, Teatro

Un capolavoro del teatro italiano e altri tasselli dell’opera di uno dei fondatori del pensiero moderno

LaMandragolaRecensione di La Mandragola – Belfagor – Lettere, di Niccolò Machiavelli

Mondadori, Oscar classici, 1991

Leggere La mandragola e Belfagor, le due opere raccolte in questo piccolo volume degli Oscar Mondadori, ci permette di scoprire un Machiavelli diverso da quello ufficiale, dallo scrittore politico e fine letterato del Principe e dei Discorsi.
E’ il Machiavelli commediografo e narratore, che ci regala una delle perle del teatro italiano di tutti i tempi, La mandragola, appunto, una commedia innanzitutto godibilissima ancora oggi, nonché piena dello spirito dei tempi ed in grado di fornirci un quadro freschissimo della Firenze del ‘500 e del pensiero dell’autore riguardo la società in cui viveva.
La mandragola è la classica commedia delle beffe. Un giovane di nome Callimaco, appena tornato a Firenze dopo essere vissuto a Parigi vuole diventare l’amante di una virtuosa fanciulla, Lucrezia, moglie di un ricco avvocato, Messer Nicia.
Con l’aiuto di Ligurio, un parassita che frequenta la casa di Messer Nicia, ordisce una trama che fa leva sul desiderio di quest’ultimo di avere un figlio. Sarà quindi lo stesso sciocco marito a collaborare fiducioso alla riuscita dell’inganno che lo renderà cornuto, anche grazie all’intervento di un frate avido e corrotto.
La prima cosa da notare nella commedia è a mio avviso la lingua usata dal Machiavelli. E’ un fiorentino verace, popolaresco e salace, pieno di modi di dire divertenti ed oggi inusuali, che contribuisce non poco a rendere piacevole la lettura. Nelle prime pagine si deve ovviamente fare uno sforzo di adattamento – soprattutto se non si sciacquano i panni in Arno – ad una lingua desueta, ma dopo poco, se ci si immerge nel ritmo, Continua a leggere “Un capolavoro del teatro italiano e altri tasselli dell’opera di uno dei fondatori del pensiero moderno”

Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura brasiliana, Libri, Recensioni

La memoria è la grande medicina rispetto alla nostra inadeguatezza esistenziale

DonCasmurroRecensione di Don Casmurro, di Joaquim Maria Machado de Assis

Fazi, Le porte, 1997

Recensendo l’altro libro di Machado de Assis da me recentemente letto, Memorie dall’aldilà, avevo azzardato la possibilità di un confronto fra tale romanzo e La coscienza di Zeno.
La lettura di questo Don Casmurro mi ha convinto ancora di più del fatto che esistano strane analogie tra lo scrittore brasiliano e Italo Svevo, fatte ovviamente salve tutte le differenze di contesto culturale esistenti tra i due scrittori.
Si è soliti infatti considerare i tre romanzi dello scrittore triestino come un’unica opera, quasi che Senilità e Una vita fossero una sorta di preparazione al capolavoro della maturità, che scaturisce dopo le prove generali rappresentate dagli altri due romanzi.
Analogamente tra Don Casmurro e Memorie dall’aldilà esistono una tale serie di affinità strutturali e tematiche da farli Continua a leggere “La memoria è la grande medicina rispetto alla nostra inadeguatezza esistenziale”

Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura brasiliana, Libri, Recensioni

La coscienza di Braz: uno Zeno brasiliano, quarant’anni prima

MemoriedallAldilaRecensione di Memorie dall’aldilà, di Joaquim Maria Machado de Assis

Rizzoli, I classici della BUR, 1991

Joaquim Maria Machado de Assis è considerato il più grande scrittore brasiliano dell’800, e Memorie dall’aldilà uno dei suoi capolavori.
Questo romanzo è in effetti molto divertente, a partire dall’originale espediente che l’autore utilizza per la narrazione: la storia è infatti narrata dal protagonista, Braz Cubas (nella traduzione di Laura Marchiori di questa edizione BUR italianizzato in Biagio) dopo la sua morte, come dice il titolo (anch’esso italianizzato rispetto all’originale Memorias posthumas de Braz Cubas). Ciò permette al narratore di essere al contempo l’io narrante ma anche un soggetto distaccato dal Braz Cubas vivo, di giudicare la vita del protagonista da una prospettiva più critica, meno emotivamente coinvolta rispetto alle classiche narrazioni in prima persona, pur conservandone il punto di vista soggettivo. E’ questo espediente che contribuisce a dare a Memorie dall’aldilà la cifra scanzonata e ironica che lo contraddistingue. Un altro elemento di grande importanza per il tono complessivo del racconto è dato dalla sua struttura, fatta di brevissimi capitoli (se ne contano ben 160 in meno di 200 pagine effettive) nei quali il narratore alterna la descrizione dei fatti a digressioni e commenti, dando luogo ad un fitto dialogo con il lettore, al quale spesso viene chiesto di giudicare e commentare a sua volta.
Machado de Assis ci narra quindi, per bocca del protagonista che si definisce non un autore defunto ma un defunto autore la vita di Braz Cubas, partendo però Continua a leggere “La coscienza di Braz: uno Zeno brasiliano, quarant’anni prima”

Pubblicato in: Architettura, Design, Letteratura, Letteratura austriaca, Libri, Recensioni, Vienna

Il dibattito tra forma e funzione nella Vienna tra impero e repubblica

ParolenelVuotoRecensione di Parole nel vuoto, di Adolf Loos

Adelphi, Gli Adelphi, 1992

Adolf Loos è stato un architetto viennese, vissuto a cavallo tra i secoli XIX e XX, tra i protagonisti del dibattito culturale che ha caratterizzato Vienna in quel periodo cruciale.
Questo libro presenta due pubblicazioni di Loos, Parole nel vuoto e Nonostante tutto, due saggi che raccolgono articoli ed interventi dell’autore in varie riviste nel corso di quasi trent’anni: Parole nel vuoto, in particolare, raccoglie scritti originariamente pubblicati tra il 1898 e il 1900, mentre Nonostante tutto, pubblicato nel 1930, presenta pagine che vanno dal 1903 al 1929: Loos morirà nel 1933, anno indubbiamente emblematico del definitivo cambiamento del clima culturale (e non solo) europeo.
Come detto, Loos era architetto, e la progettazione di edifici ha costituito il fulcro della sua attività professionale: non ha realizzato molto, credo perché le sue idee erano troppo personali e all’avanguardia per la committenza borghese della Vienna dell’epoca, a cui doveva necessariamente rivolgersi. Nell’edizione gli Adelphi da me letta sono incluse una ventina di immagini fotografiche e di disegni di edifici e di arredi progettati da Loos, alcuni dei quali effettivamente realizzati: queste immagini hanno il grande pregio di farci comprendere meglio, visivamente, le idee che Loos per tutto il libro propugna con nettezza: che cioè gli oggetti d’uso, e quindi anche gli edifici, devono liberarsi dall’ornamento, per esprimere attraverso la loro forma la funzione che assolvono, nel modo più lineare e puro possibile. Questa idea è espressa nei suoi progetti, da quanto si può arguire dalle immagini presentate nel libro, in forma oserei dire assoluta, in termini che possono apparire anche contraddittori ma che a ben guardare Continua a leggere “Il dibattito tra forma e funzione nella Vienna tra impero e repubblica”

Pubblicato in: Classici, Ebraismo, Illuminismo, Letteratura, Letteratura tedesca, Libri

L’illuminismo applicato al rapporto tra le religioni: una proposta sconfitta dalla storia ma di grande attualità

NathanilSaggioRecensione di Nathan il saggio, di Gotthold Ephraim Lessing

Garzanti, I grandi libri, 1992

Gotthold Ephraim Lessing è il più noto rappresentante dell’illuminismo tedesco, e Nathan il saggio è la sua opera più famosa, quella che riassume, sotto forma di una commedia teatrale, il pensiero di questo importante letterato della seconda metà del XVIII secolo.
La vita e le opere di Lessing sono bene illustrate nel bel saggio di Emilio Bonfatti che fa da introduzione a questa classica edizione Garzanti, dotata di testo originale a fronte, e ad essa rimando chi volesse approfondire la conoscenza dell’autore e del contesto culturale in cui ha operato.
Basti qui ricordare che Lessing anche in vita fu una sorta di irregolare rispetto ad una cultura dominante, quella tedesca dell’epoca, che – anche a causa della frammentazione politica da un lato e dell’incipiente ruolo egemonico della Prussia dall’altro – diffidava delle idee e delle elaborazioni provenienti da oltre il Reno, considerandole il prodotto di una società profondamente diversa. Di lì a poco lo Sturm und Drang e il Romanticismo avrebbero fatto virare il pensiero tedesco verso lidi affatto diversi, e quindi possiamo dire che l’illuminismo in Germania fu Continua a leggere “L’illuminismo applicato al rapporto tra le religioni: una proposta sconfitta dalla storia ma di grande attualità”