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Un piano sequenza di straordinaria carica emotiva ed eversiva

La signorina ElsaRecensione de La signorina Elsa, di Arthur Schnitzler

Dall’Oglio, I Corvi, 1984

Arthur Schnitzler è stato senza dubbio uno degli autori più importanti del primo novecento: pienamente immerso nel clima culturale della Vienna a cavallo della prima guerra mondiale, è stato il testimone e uno dei grandi narratori delle inquietudini e delle tragedie dei primi decenni del secolo, della catastrofe del conflitto, dello sfacelo dell’impero e dei convulsi anni privi di ogni certezza dell’immediato dopoguerra. Medico e scienziato, nelle sue opere letterarie – centrate spesso su singoli, straordinari personaggi – la patologia individuale ha quasi sempre un ruolo centrale, ma è sempre associata, anzi è la spia precisa, di una patologia sociale, di un malessere collettivo dato dalla falsità e dall’ipocrisia dei rapporti tra le persone, determinato a sua volta dai rapporti sociali vigenti. Ebbe contatti diretti con Sigmund Freud, che lo ammirava perché vedeva in lui quasi la trasposizione in forma letteraria delle sue teorie psicanalitiche; si può dire anzi che lo sviluppo della psicanalisi freudiana e la crescente importanza che nelle opere di Schnitzler assumono le tematiche legate all’inconscio, alla dimensione onirica, alle pulsioni sessuali e alla loro rimozione come fattore determinante i rapporti umani e sociali, siano andati in certo qual modo di pari passo. Continua a leggere “Un piano sequenza di straordinaria carica emotiva ed eversiva”

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La Belle Époque alla periferia d’Europa, tra sarcasmo e nostalgia

InfanziadiNivasioDolcemareRecensione di Infanzia di Nivasio Dolcemare, di Alberto Savinio

Adelphi, Piccola biblioteca, 1998

Alberto Savinio è un intellettuale oggi forse un po’ messo in disparte nel nostro paese, anche se senza dubbio è stato uno dei protagonisti della vita culturale, italiana e non solo, a cavallo della seconda guerra mondiale. Fratello di De Chirico (Savinio è uno pseudonimo), fu scrittore, musicista e pittore, frequentò la Parigi delle avanguardie negli anni ’20 e, nei pochi anni del dopoguerra in cui visse (morì nel 1952) fu critico letterario e culturale del Corriere della Sera.
Questo volume della piccola biblioteca Adelphi, una collana la cui eleganza, anche formale, non cesserò mai di lodare, ci propone una delle opere letterarie più divertenti di Savinio, Infanzia di Nivasio Dolcemare, accompagnata da due brevi racconti con lo stesso protagonista e da alcuni frammenti inclusi da Savinio stesso nell’edizione originale dell’Infanzia. Continua a leggere “La Belle Époque alla periferia d’Europa, tra sarcasmo e nostalgia”