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La doppia maschera, sociale e privata, impossibile a levarsi

LaMogliedelGiudiceRecensione de La moglie del giudice, di Arthur Schnitzler

SE, Piccola enciclopedia, 1994

La moglie del giudice è una novella scritta da Schnitzler nel 1925: non è molto nota, e non deve essere confusa con La moglie del saggio, che è del 1896.
In quel periodo finale della sua vita artistica l’autore ci regala alcune delle sue opere più significative: nel 1924 La signorina Else, e nel 1926 Doppio sogno e Gioco all’alba. In questo contesto di grandi prove letterarie La moglie del giudice rappresenta sicuramente un’opera che potrebbe apparire minore, un intermezzo anche stilisticamente rilassato rispetto allo sperimentalismo dei capolavori citati.
La novella, piuttosto breve, è ambientata nel XVIII secolo nel ducato di Sigmaringen, uno dei tanti staterelli in cui la Germania era allora suddivisa. Questa ambientazione storica trova la sua corrispondenza nello stile di scrittura adottato dall’autore, che è anch’esso antico, quasi apologico, e richiama esplicitamente, a mio modo di vedere quasi facendone ironicamente il verso, alcuni degli autori del romanticismo tedesco, in particolare Heinrich Von Kleist. Continua a leggere “La doppia maschera, sociale e privata, impossibile a levarsi”

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La piccola tessera di un grande mosaico narrativo

LaSignoraBetaGarlan.jpegRecensione de La signora Berta Garlan, di Arthur Schnitzler

Rizzoli, I classici della BUR, 1990

Ci sono quadri che ci affascinano per la potenza del loro segno, per l’unitarietà e la perfezione della composizione, per la sapienza con cui la luce diviene elemento di comunicazione o per altri elementi che riusciamo a percepire immediatamente, non appena li osserviamo. Pensiamo alla grande pittura italiana del rinascimento, a Caravaggio o alla Cappella Sistina. In genere questi quadri si offrono a noi per essere guardati da una certa distanza, in quanto è l’insieme dell’immagine che ci colpisce in particolar modo. Viceversa, ci sono quadri che per essere apprezzati necessitano di uno sguardo attento e ravvicinato, perché sono composti di tanti minuti particolari ciascuno dei quali potrebbe anche essere isolato dal contesto per raccontarci una storia, ma che acquistano un significato maggiore in relazione agli altri piccoli particolari che compongono l’opera complessiva. Appartengono a questa categoria ad esempio le opere di alcuni maestri di scuola nordica, come i Brueghel o Bosch. Continua a leggere “La piccola tessera di un grande mosaico narrativo”

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La tragicommedia di un filisteo

IlDottorGraslerMedicoTermaleRecensione de Il dottor Gräsler medico termale, di Arthur Schnitzler

Mondadori, Oscar, 2000

Il dottor Gräsler medico termale non è una delle opere più conosciute di Arthur Schnitzler, anche perché ormai da tempo, dopo l’ultima edizione Mondadori che risale al 2000, non è più reperibile in libreria. Eppure a mio modo di vedere è un’opera importante per comprendere appieno la poetica di questo grande scrittore del primo novecento mitteleuropeo.
Si tratta di un lungo racconto, o di un romanzo breve, fedele quindi in ciò ad un modulo narrativo caro all’autore, pubblicato nel 1917, dunque in piena guerra, nello stesso periodo in cui Schnitzler lavorava ad alcuni dei suoi capolavori, come Fuga nelle tenebre e Il ritorno di Casanova. Rispetto a queste due opere, tuttavia, Il dottor Gräsler medico termale appare come prova a sé, non tanto per la tematica trattata, come vederemo, ma rispetto al tono generale del racconto.
Nella bella prefazione a questa vecchia edizione Oscar Mondadori il curatore, Giuseppe Farese, parla giustamente, a proposito di Gräsler, di personaggio tragicomico, e da tragicommedia è l’andamento complessivo del racconto. Continua a leggere “La tragicommedia di un filisteo”