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Colpevole o innocente? Sconfitto o vincitore? Gli interrogativi posti 2.500 anni fa con cui ci confrontiamo ancora oggi

Edipo reRecensione di Edipo Re, di Sofocle

Mondadori, Oscar classici, 1983

Leggere l’Edipo Re di Sofocle significa toccare con mano quanto la nostra civiltà, con tutte le sue contraddizioni, sia debitrice – nei suoi tratti fondamentali – della cultura ellenica. Questa tragedia, non a caso uno dei capolavori assoluti del teatro greco, è infatti di una stupefacente complessità e contiene una straordinaria stratificazione di temi, ciascuno dei quali rimanda a grandi interrogativi esistenziali e sociali, ancora oggi oggetto di dibattito tra differenti scuole di pensiero e strettamente connessi alle fondamenta stesse della nostra costruzione culturale e sociale.
Il mito di Edipo è uno dei più conosciuti dell’antichità, ma visto che è molto articolato e l’Edipo re ne narra solo una parte è bene riproporlo dettagliatamente, anche per iniziare ad addentrarci nei meravigliosi meandri culturali di cui è composto. Continua a leggere “Colpevole o innocente? Sconfitto o vincitore? Gli interrogativi posti 2.500 anni fa con cui ci confrontiamo ancora oggi”

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Il doppio straniamento del formalista Šklovskij

ZoooLetterenondAmoreRecensione di Zoo o lettere non d’amore, di Viktor Šklovskij

Einaudi, Nuovi coralli, 1979

E’ uno strano destino quello di Zoo o Lettere non d’amore di Viktor Šklovskij su internet: l’autore dichiara espressamente nel titolo ciò di cui il libro non parla, eppure la maggior parte delle recensioni (per la verità numerose) che si trovano in rete scritte da chi lo ha apprezzato, dalle più concise a quelle più analitiche, lo considerano uno dei più bei libri d’amore mai scritti, e molte si affannano (anche sulla base di indizi disseminati dall’autore nel corso del tempo) a cercare di capire se Alja, la destinataria delle lettere di cui si compone il libro, sia esistita davvero e chi fosse.
Credo che da un lato queste recensioni, questa caccia al tesoro nascosto sarebbero piaciute a Šklovskij, al suo amore per lo straniamento, ma dall’altro lo avrebbero fatto ironicamente sorridere della sua capacità di avviluppare molti lettori, grazie alle capacità evocative della sua prosa fatta di frasi brevi ed essenziali come versi, in una sorta di doppio straniamento, del quale le singole parti, annullandosi vicendevolmente come in un gioco di specchi, Continua a leggere “Il doppio straniamento del formalista Šklovskij”

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La maturità del grande fustigatore

TeatroShaw2Recensione di Teatro – vol. 3, di George Bernard Shaw

Fratelli Melita, Club del libro, 1984

Questo terzo volume del Teatro di George Bernard Shaw contiene quattro commedie, appartenenti al periodo della piena maturità artistica dell’autore: furono infatti scritte tra il 1906 e il 1916. Due di esse sono dei capolavori riconosciuti (Pigmalione e Casa cuorinfranto) mentre le prime due proposte, Il dilemma del dottore e Androclo e il leone, sono senza dubbio meno conosciute dal grande pubblico.
Il dilemma del dottore non è una vera e propria commedia, perché se da un lato presenta tutti gli aspetti di satira brillante tipici del teatro di Shaw, dall’altro applica il potere corrosivo della prosa dell’autore ad un tema drammatico, arrivando a rappresentare – cosa inusitata in Shaw – una morte in scena.
Gli strali di Shaw stavolta si abbattono sulla classe medica inglese, ed in particolare sulla professione medica privata, perché, come ci dice lo stesso Shaw nella lunga postfazione alla commedia, è indubbio che se un medico può guadagnare dalla decisione di operare un paziente, ed a guadagnare tanto più quanto più grave è la mutilazione che gli procurerà, egli tenderà ad operare comunque, indipendentemente dalla reale necessità dell’operazione. Shaw, con il gusto del paradosso aforistico che gli è proprio, dice che anche impiccare qualcuno o abbattere una casa può essere a volte necessario, ma la decisione se farlo o no non viene lasciata al boia o alla ditta di demolizioni. Continua a leggere “La maturità del grande fustigatore”

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Commedie sgradevoli e gradevoli, ma soprattutto grande teatro

TeatroShaw1Recensione di Teatro – vol. 1, di George Bernard Shaw

Fratelli Melita, Club del libro, 1984

Per qualche strano caso, mi trovo ad avere in libreria alcuni volumi del Club del libro Fratelli Melita, una casa editrice oggi scomparsa che si caratterizzava per la scarsissima qualità dei suoi libri, in genere infarciti di errori tipografici e di traduzioni approssimative.
Devo dire che nel caso del Teatro di George Bernard Shaw, tre volumi editi nel lontano 1984 come ristampa di una analoga edizione Newton & Compton di una decina d’anni prima, questo giudizio negativo non vale, perché, a parte alcuni lievi errori di stampa ed un aspetto decisamente da mass market, i volumi si presentano curati. Questo primo tomo è arricchito anche dalle preziose e divertenti prefazioni di Shaw alle commedie che presenta, raccolte dallo stesso autore sotto i titoli di Commedie sgradevoli e Commedie gradevoli, oltre che da una Ovazione per Shaw scritta a suo tempo da Bertolt Brecht. Continua a leggere “Commedie sgradevoli e gradevoli, ma soprattutto grande teatro”

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Oltre le Vite Immaginarie: i racconti semisconosciuti di un raffinatissimo simbolista

IlRedallaMascheradOroRecensione de Il re dalla maschera d’oro e altri racconti, di Marcel Schwob

SugarCo, Tasco, 1983

Marcel Schwob è un autore fondamentale per comprendere quella stagione della letteratura francese (e non solo) che va sotto il nome di simbolismo. In Italia è conosciuto soprattutto per Le vite immaginarie, di cui sono disponibili numerose edizioni; altri volumi, editi per lo più da piccole case editrici, consentono di farsi un’idea più completa della produzione letteraria di questo eclettico autore, che nella sua breve vita (morì a soli 38 anni nel 1905) scrisse moltissimo. Una parziale lacuna dell’offerta editoriale relativa a questo autore è rappresentata dai racconti. Schwob ne pubblicò infatti due raccolte, Cuore doppio nel 1891 e Il re dalla maschera d’oro l’anno successivo. La prima raccolta è ancora disponibile nell’edizione Kami (2005) mentre la seconda non è mai stata pubblicata per intero. E’ quindi prezioso questo vecchio volumetto di SugarCo, che raccoglie una scelta di racconti da entrambe le raccolte, perché rappresenta l’unica possibilità per il lettore italiano di farsi un’idea organica della produzione novellistica di Schwob. Purtroppo non è più in catalogo da anni, e da una breve ricerca fatta risulta difficilmente reperibile anche sul mercato online dell’usato. Continua a leggere “Oltre le Vite Immaginarie: i racconti semisconosciuti di un raffinatissimo simbolista”