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Cronache del passato per capire il presente

CronacheItalianeRecensione di Cronache italiane, di Stendhal

Newton, Tascabili economici, 1993

Le Cronache italiane sono una raccolta di racconti ordinati dopo la morte di Stendhal, e che hanno trovato la loro sistemazione definitiva sotto questo titolo solo nel 1947. Vi compaiono infatti alcuni testi pubblicati singolarmente dall’autore quando era ancora in vita – anche avvalendosi di alcuni dei suoi numerosi pseudonimi – accanto ad altri che furono pubblicati postumi, due dei quali incompiuti.
Non è quindi lecito supporre che la loro pubblicazione unitaria fosse tra gli intenti dell’autore, ed il titolo stesso fu dato ad una prima parziale raccolta comparsa oltre dieci anni dopo la morte di Stendhal.
Nonostante questo, è indubbio che gli otto racconti che oggi formano l’edizione integrale delle Cronache italiane siano caratterizzati da una unitarietà tematica e strutturale che ne fa qualcosa di più di una semplice raccolta di racconti sparsi. Continua a leggere “Cronache del passato per capire il presente”

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Gocce di realismo in salsa romantica

IlBauleeilFantasmaRecensione de Il baule e il fantasma, di Stendhal

Opportunity Book, La Biblioteca Ideale Tascabile, 1996

Nell’ambito della produzione letteraria di Stendhal il racconto Il baule e il fantasma occupa senza dubbio un posto minore. Stendhal pubblicò in vita tre romanzi, ne lasciò un quarto incompiuto (Lucien Leuwen) ne iniziò altri due ( Il rosa e il verde e Lamiel), e sicuramente sono queste opere a segnare la grandezza di questo autore, e a farne uno dei fondatori del realismo in letteratura come lo conosceremo nel corso del XIX e XX secolo. Un’altra porzione di grande importanza nell’opera di Stendhal è rappresentata dai testi di carattere cronachistico, di critica artistica e autobiografici, che ci aiutano a comprendere in modo diretto, non mediato dalla finzione letteraria, la personalità di Stendhal, il suo pensiero e i tratti caratterizzanti la tumultuosa epoca in cui visse.
Oltre a queste opere maggiori Stendhal scrisse però anche numerosi racconti e novelle, i più celebri dei quali sono contenuti nella raccolta delle Cronache italiane, che saranno oggetto di una mia prossima recensione. Anche in questi racconti, come vedremo, si dispiegano alcuni tratti essenziali della scrittura realista di Stendhal, sia pure apparentemente diluiti dall’ambientazione rinascimentale. Continua a leggere “Gocce di realismo in salsa romantica”

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La spietata analisi di una costruzione sociale giunta al termine della sua storia

ArmanceRecensione di Armance, di Stendhal

Garzanti, I grandi libri, 1982

Armance è il primo romanzo scritto da Stendhal. Pubblicato nel 1827, è sicuramente un’opera più acerba dei tre grandi romanzi della maturità, ma contiene in sé tutti gli elementi formali e di contenuto che fanno di Stendhal uno dei scrittori più rivoluzionari della storia della letteratura, per la sua capacità di analizzare e criticare la società in cui vive, per la sua dichiarata convinzione che i rapporti sociali determinati dalle effettive condizioni materiali ed economiche fondano e condizionano l’organizzazione sociale, il comportamento dei singoli e i rapporti interpersonali.
Anche da un punto di vista formale e stilistico, questo romanzo d’esordio – in realtà Stendhal ha già 44 anni, ed ha alle spalle una vita da funzionario napoleonico nonché la pubblicazione di saggi e scritti sull’Italia, sulla musica e sulla letteratura – ci permette Continua a leggere “La spietata analisi di una costruzione sociale giunta al termine della sua storia”

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Argomenti scomodi affrontati con armi inadeguate

MementoMoriRecensione di Memento mori, di Muriel Spark

Adelphi, Fabula, 1993

Memento mori, del 1959, è il terzo romanzo pubblicato da questa prolifica autrice, della quale Adelphi ha curato la pubblicazione in Italia di buona parte dell’opera. La Spark, di origine scozzese, convertitasi al cattolicesimo prima di iniziare a scrivere romanzi, visse a lungo in Italia, per la precisione in Toscana, dagli anni ‘60 alla morte, avvenuta nel 2006.
Il titolo rivela che Memento mori è un libro che parla di morte, o meglio di vecchiaia e di morte. Lo fa con un tono e uno stile di scrittura tipicamente anglosassoni, che a mio avviso risente sin troppo di un certo dickensismo di ritorno, francamente anacronistico in un’opera scritta nella seconda metà del XX secolo. E con questo dico subito che questo libro non mi è piaciuto. Continua a leggere “Argomenti scomodi affrontati con armi inadeguate”