Pubblicato in: Letteratura, Letteratura inglese, Libri, Noir, Novecento, Recensioni

Un apparente paradosso: il gotico positivista

LaTanadelVermeBiancoRecensione de La tana del Verme Bianco di Bram Stoker

Mondadori, Piccoli classici, 1995

Ho iniziato a leggere La tana del Verme Bianco con molte aspettative: Abraham (Bram) Stoker, l’autore, è infatti il padre di uno dei personaggi letterari entrati nell’immaginario collettivo (anche e soprattutto grazie al cinema) – il conte Dracula – e quindi, non avendo ancora letto il romanzo maggiore, pensavo di trovare in quest’altra opera, molto meno nota ma forse per questo anche più intrigante, gli elementi narrativi, i risvolti psicologici, i rimandi che toccano le segrete corde del nostro inconscio, che hanno permesso a Stoker ed al suo vampiro di divenire dei classici a tutto tondo.
Queste mie aspettative sono andate del tutto deluse, perché mi sono trovato tra le mani non solo un romanzo del tutto di genere, ma anche e soprattutto un romanzo mal scritto, confuso e frammentario nella trama, con tutta evidenza destinato unicamente ad un pubblico voglioso di sensazioni forti, quello che potremmo tranquillamente definire un romanzo d’appendice e neppure dei migliori. Continua a leggere “Un apparente paradosso: il gotico positivista”

Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura austriaca, Libri, Recensioni, Romanticismo, Vienna

Il Biedermeier in letteratura

StoriedellaVecchiaViennaRecensione di Storie della vecchia Vienna, di Adalbert Stifter

L’editore, 1990

Adalbert Stifter è uno dei cantori della restaurazione, di quel periodo di ritorno alla normalità che andò dal congresso di Vienna ai moti rivoluzionari del 1848. La sua produzione letteraria si caratterizza infatti per il minimalismo, per l’esaltazione dei valori semplici che si ritrovano nelle piccole comunità rurali in contrapposizione alla disgregazione morale che caratterizza la vita cittadina, per l’importanza data all’armonia del rapporto tra uomo e natura. Vi è subito da dire che – nonostante questo tratto sinceramente reazionario dell’opera di Stifter – siamo comunque di fronte ad un grande scrittore, dotato di una grande sensibilità: nei suoi racconti e romanzi si possono infatti anche rintracciare elementi di ambiguità e di inquietudine che lo hanno fatto apprezzare tra gli altri da Friederich Nietzsche e da Thomas Mann, il quale disse che Stifter era stato uno dei narratori più straordinari, enigmatici, segretamente audaci della letteratura universale, che ti prende in maniera strana. Questo giudizio, anche se appare un po’ troppo generoso, ci dà comunque sicuramente l’idea – vista la fonte – di trovarci di fronte ad un autore non di secondo piano. Del resto l’esperienza di vita di Stifter, che non fu certamente facile e felice e che si concluse tragicamente con il suicidio, non poteva non riflettersi in qualche maniera nel tono complessivo della sua opera. Continua a leggere “Il Biedermeier in letteratura”