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Oltre i romanzi: vecchiaia, malattia e morte nelle opere “minori”

novellesvevoRecensione di Novelle, di Italo Svevo

Orsa Maggiore Editrice, I classici dell’Orsa Maggiore, 1988

Questo volume dell’Orsa Maggiore Editrice, da lungo tempo introvabile se non forse in alcune librerie remainder, ha il pregio di raccogliere alcune delle più significative novelle di Italo Svevo, di quella parte della sua produzione letteraria che non si identifica con i tre romanzi, con il teatro e con i saggi.
Peraltro questo pregio è pagato a caro prezzo: come spesso capita nelle edizioni di questo tipo, destinate ad una diffusione parallela rispetto a quella garantita dai normali circuiti librari, il volume non ha presumibilmente avuto una preventiva correzione delle bozze, per cui è zeppo di termini errati, che a volte creano degli effetti comici: così a un certo punto la venditrice di tabacchi diviene la vendicatrice. Con uno sforzo di ottimismo si potrebbe quasi dire che la presenza di questi errori renda più attenta la lettura, perché è richiesto uno sforzo supplementare per capire dove sia l’errore e come lo si può correggere. Ovviamente il volume, dall’aspetto molto curato nella sua copertina rigida, non presenta null’altro che i testi e l’indice. Nei risguardi della sovracoperta si trovano invero una brevissima nota biografica e quindici righe di presentazione di una delle novelle più note di Svevo: L’assassinio di Via Belpoggio, della quale viene raccontata in breve la trama. Peccato che L’assassinio di Via Belpoggio non faccia parte della raccolta di novelle presentate in questo volume! Continua a leggere “Oltre i romanzi: vecchiaia, malattia e morte nelle opere “minori””

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La compiuta incompiutezza di una tragicommedia borghese

cortoviaggiosentimentaleRecensione di Corto viaggio sentimentale, di Italo Svevo

Newton, Tascabili economici, 1992

Italo Svevo, oltre ai tre romanzi pubblicati in vita, scrisse anche una serie di novelle e lasciò incompiuto un altro romanzo (Il vecchione o il vegliardo), che avrebbe dovuto essere la continuazione de La coscienza di Zeno.
Alcuni mesi prima di morire, però, aveva iniziato a scrivere anche un romanzo breve, o racconto lungo, dal titolo Corto viaggio sentimentale, lasciato anch’esso incompiuto. Come vedremo, l’incompiutezza del racconto non costituisce un ostacolo al pieno godimento di questa opera, che si inserisce appieno nel filo estremamente lineare, ancorché fortemente articolato, della poetica sveviana.
Già nel titolo è a mio avviso chiaro il tributo ad uno degli autori più amati da Svevo: Laurence Sterne. Come il Viaggio sentimentale dell’autore inglese è costituito dall’insieme delle esperienze di Yorick, il protagonista, e ciò che Yorick non vede e non filtra attraverso la sua coscienza semplicemente non esiste, Continua a leggere “La compiuta incompiutezza di una tragicommedia borghese”

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La crudele satira del fallimento di una generazione

lasalarossaRecensione de La sala rossa, di Johan August Strindberg

Rizzoli, I classici della BUR, 1986

Non so se mi sbaglio, ma ritengo che un sentimento piuttosto comune quando si pensa ad autori scandinavi, e ai classici dell’800 e del primo ‘900 in particolare, sia quello di associar loro una cifra stilistica caratterizzata dal rigore, dall’asciuttezza e da un certo formalismo, insomma da quelle caratteristiche che molti giovani (ma non solo) recensori che troviamo in rete chiamerebbero lentezza e pesantezza del testo. Molti di costoro (almeno quelli che sanno cos’è il cinema d’autore) avranno davanti agli occhi qualche scena dei film più celebri di Bergman, quali Il settimo sigillo o Il posto delle fragole come archetipo (per loro) negativo di cosa potrebbe riservare il romanzo di uno scrittore norvegese o svedese.
Probabilmente questo (pre)giudizio, – ammesso che esista davvero – deriva da una molteplicità di fattori, primo fra tutti il fatto che noi, animali mediterranei e cattolici, fatichiamo a trovarci in sintonia con popoli che passano buona parte dell’anno al buio e che hanno fatto dell’etica protestante il fulcro del loro essere comunità (a tutti i livelli sociali ed economici cui questo termine può essere attribuito) ed anche di una parte preponderante delle loro riflessioni critiche, filosofiche ed intellettuali. Continua a leggere “La crudele satira del fallimento di una generazione”

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L’Italia antica, la sua storia, le sue genti, ovvero la geografia strumento del potere

GeografiaStraboneRecensione di Geografia – L’Italia, di Strabone

Rizzoli, I classici della BUR, 1988

In genere dei classici greci e latini leggiamo le opere filosofiche, letterarie e teatrali, oppure quelle storiche. E’ quindi un’opera in qualche modo eccentrica la Geografia di Strabone, di cui questa bellissima edizione Rizzoli con testo greco a fronte, oggi purtroppo non più disponibile, ci presenta i libri V e VI, dedicati all’Italia.
La Geografia è un’opera monumentale, che si compone di ben XVII libri, giunti a noi pressoché per intero, e che ci descrive il mondo conosciuto in un’epoca cruciale per lo sviluppo della Storia antica e della Storia tout-court. Strabone, che visse circa tra il 60 a.C. e il 25 d.C., scrisse infatti la Geografia quasi al termine della sua vita, intorno al 18 d.C., quindi nel primo periodo dell’impero, subito dopo la morte di Cesare Ottaviano Augusto. Molto prima della Geografia, Strabone aveva scritto anche una ancor più monumentale Storia universale, in 47 (secondo altri 43) libri: purtroppo di questa prima opera ci sono giunti solo pochi frammenti, ma il fatto che Strabone sia stato anche uno storico è fondamentale per comprendere la stessa struttura della Geografia. Continua a leggere “L’Italia antica, la sua storia, le sue genti, ovvero la geografia strumento del potere”