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Lo specialista idiota, paradigma del mondo di oggi

novelladegliscacchiRecensione di Novella degli scacchi, di Stefan Zweig

Garzanti, Gli elefanti, 1991

La Novella degli scacchi è probabilmente, insieme a Il mondo di ieri, l’opera più nota di Stefan Zweig, e questi due testi, che a mio avviso dovrebbero essere letti in sequenza perché insieme permettono di comprendere compiutamente la personalità artistica e culturale dell’autore, furono anche gli ultimi da lui scritti prima del suicidio suo e della moglie nell’esilio brasiliano, avvenuto nel febbraio del 1942.
Della figura di Zweig, che nel periodo tra le due guerre mondiali è stato uno degli scrittori più noti e tradotti al mondo, credo sia interessante mettere in rilievo la biografia e in particolare i caratteri del suo impegno civile, perché da questo è possibile contestualizzare, e quindi comprendere meglio, le sue opere letterarie, ed analizzare quindi anche il contenuto della Novella degli scacchi.
Zweig nasce nell’ambiente dell’alta borghesia ebraica viennese: il padre era un importante industriale e la madre figlia di banchieri. Sin da giovanissimo si imbeve di un intenso cosmopolitismo, sia perché la Vienna di allora è il crogiolo delle diverse culture che formano l’impero, sia in quanto il suo status economico e sociale gli permettono di compiere numerosi viaggi in Europa e non solo. L’incontro e l’amicizia con Hofmannsthal sono decisivi nella sua formazione poetica, al pari di quello con Rainer Maria Rilke. Continua a leggere “Lo specialista idiota, paradigma del mondo di oggi”

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La grande letteratura alle radici della Cina moderna

diariodiunpazzoRecensione di Diario di un pazzo – La vera storia di Ah Q, di Lu Xun

Demetra, Acquarelli, 1994

È sempre molto complesso tentare di comprendere appieno testi o altre forme d’arte che appartengono a culture lontane nel tempo e nello spazio dalla nostra, soprattutto se si desidera andare al di là di una analisi di tipo meramente estetico, e cercare di capire perché un prodotto artistico sia stato generato proprio in quella forma e quali ne siano i presupposti sociali e culturali.
Prima di entrare nel merito dei due racconti che questo volume ci propone, è quindi a mio avviso opportuno addentrarci in una sommaria analisi della personalità artistica e civile dell’autore e della situazione del suo paese nell’epoca in cui egli visse, perché senza questi appigli credo non sia possibile andare oltre la superficie di queste due importanti opere.
Lu Xun, nato nel 1881 e morto nel 1936, è uno dei più importanti scrittori cinesi moderni. Fu saggista, poeta, traduttore e critico letterario, professore universitario e figura di riferimento degli intellettuali di sinistra nel convulso periodo della storia cinese che va dalla guerra russo-giapponese, combattuta anche in Cina, alla fine del millenario impero ormai del tutto asservito alle potenze occidentali (1911-12, Rivoluzione Xinhai) sino ai primi anni della guerra rivoluzionaria che avrebbe portato alla vittoria dei comunisti e, nel 1949, alla fondazione della Repubblica popolare cinese. Sono questi anni di profonde e drammatiche trasformazioni nella società cinese, che in pochi decenni passerà da un potere di tipo feudale che sembrava eterno alla repubblica parlamentare, alla dittatura nazionalista di Chiang Kai-shek e alla repubblica popolare, conoscendo inoltre le atrocità dell’occupazione giapponese di buona parte del suo territorio. Continua a leggere “La grande letteratura alle radici della Cina moderna”

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Inverosimile, a tratti ingenuo, purtuttavia importante

ilrisvegliodellabissoRecensione de Il risveglio dell’abisso, di John Wyndham

TEA, Biblioteca di avventure fantastiche, 1991

John Wyndham è un autore di fantascienza che scrisse soprattutto negli anni ‘50 del secolo scorso. Alcune delle sue opere, edite originariamente in Italia nella mitica collana Urania di Mondadori, hanno contribuito a fare di lui uno degli autori di culto di questo genere, in particolare del sottogenere apocalittico, in cui vengono narrate catastrofi planetarie o la fine del mondo. Il suo romanzo più famoso e celebrato è Il giorno dei trifidi, pubblicato in Gran Bretagna nel 1952 e recentemente riedito da Mondadori negli Oscar.
Nel 1953 Wyndham pubblica un altro romanzo apocalittico, edito in Gran Bretagna come The Kraken wakes e negli Stati Uniti come Out of the Deeps: l’anno successivo Urania lo pubblica in Italia con il titolo Il risveglio dell’abisso. La modifica sostanziale del titolo, sia da noi che negli USA, è dovuta al fatto che quello originale fa riferimento al Kraken, un mostro marino della tradizione nordica generalmente rappresentato come una grossa piovra, protagonista tra l’altro di un sonetto giovanile di Tennyson, riportato nel capitolo introduttivo del romanzo. Alle nostre latitudini, e credo ancora di più a quelle nordamericane, un titolo come Il Kraken si risveglia non avrebbe avuto alcun potere evocativo, visto che tale mostro da noi è poco noto.
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Lucidità di analisi e fascino poetico di un saggio sulla letteratura femminile

unastanzatuttaperseRecensione di Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf

Newton, Tascabili economici, 1993

Tra le mie infinite lacune letterarie una delle più clamorose, visto l’amore che porto alla letteratura del primo novecento, è data dal fatto che non ho ancora letto alcun romanzo di Virginia Woolf. Eppure i libri sono lì, in libreria: le opere principali acquistate sin da giovane da mia moglie, ed altri pochi volumi da me in anni recenti; prima o poi dovrò decidermi ad affrontare questa imprescindibile autrice. Non so da cosa sia derivata questa sorta di indifferenza per Woolf: forse dal fatto che ho inizialmente concentrato gran parte della mia attenzione sull’area culturale che più mi affascinava da giovane, quella tedesca, e che delle altre ho per lungo tempo inseguito solo i nomi da me considerati maggiori, come Proust o Joyce; per riallacciarmi al contenuto di Una stanza tutta per sé, il motivo profondo può darsi che si possa rintracciare nel fatto che Woolf è una autrice, e che inconsciamente non considerassi la sua letteratura alla stregua di quelle dei grandissimi autori citati prima. È in ogni caso un dato che per lungo tempo l’unico scritto di Woolf nella mia libreria è stato proprio questo volumetto edito da Newton negli anni ‘90, e che ancora oggi non conosco praticamente nulla della scrittrice: che sia proprio io ad avere paura di Virginia Woolf? Continua a leggere “Lucidità di analisi e fascino poetico di un saggio sulla letteratura femminile”

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La disperazione dell’uomo e la forza dell’intellettuale in una lettera dall’inferno

deprofundisRecensione di De profundis, di Oscar Wilde

Mondadori, Oscar classici, 1985

In un mio precedente commento, avevo incontrato Oscar Wilde al culmine della notorietà: le sue commedie erano grandi successi teatrali, i suoi romanzi e racconti erano dei best-seller, i suoi aforismi e le sue battute scandalizzavano i salotti londinesi.
De profundis è invece il disperato lamento di un carcerato, che immediatamente dopo è stato condannato ai lavori forzati, al quale sono stati confiscati e venduti per bancarotta tutti i beni, che non ha più diritti sulle proprie opere e che non si riprenderà più, morendo di fatto in esilio, appena quarantaseienne, tre anni dopo essere uscito dal carcere. Cosa fosse accaduto credo sia noto a tutti, anche perché costituisce la trama di un bel film uscito circa 20 anni fa per la regia di Brian Gilbert, Wilde, con la straordinaria interpretazione di Stephen Fry.
Per comprendere appieno il contenuto di De profundis è tuttavia necessario riassumere per sommi capi i fatti che portarono Wilde in carcere. Continua a leggere “La disperazione dell’uomo e la forza dell’intellettuale in una lettera dall’inferno”

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Due commedie e una tragedia per superare l’immagine del dandy estetizzante

ilventagliodiladywindermereRecensione de Il ventaglio di Lady Windermere – L’importanza di essere Fedele – Salomé, di Oscar Wilde

Garzanti, I grandi libri, 1993

Oscar Wilde, grandissimo autore britannico (in realtà irlandese) degli ultimi decenni del XIX secolo, nell’immaginario collettivo è oggi divenuto l’incarnazione stessa del dandy, dell’esteta vittoriano, del finissimo conversatore che nei migliori salotti di Londra con i suoi (apparenti) paradossi ammaliava e scandalizzava l’alta società del suo tempo. La sua fama odierna è fortemente legata alla grande popolarità dei suoi romanzi e racconti – su tutti Il ritratto di Dorian Gray e Il fantasma di Canterville – ed anche dei suoi aforismi, alla cui brillantezza ed acume può senza dubbio applicarsi la celebre definizione di Karl Kraus, secondo cui l’aforisma non coincide mai con la verità; o è una mezza verità o una verità e mezzo, essendo certi che nel caso di Wilde si può senza dubbio propendere per la seconda ipotesi.
Per comprendere appieno la personalità artistica di Oscar Wilde non si può tuttavia prescindere dalla lettura delle sue non numerose opere teatrali, e questo volume Garzanti ha l’indubbio pregio di presentarne tre fra le più significative, peraltro fortunatamente reperibili anche in altre edizioni.
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