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La necessaria perpetuazione di un’ideologia superata dai fatti

ilmondoperdutoRecensione de Il mondo perduto, di Arthur Conan Doyle

Bompiani, Tascabili, 2002

La fama di Arthur Conan Doyle è indissolubilmente legata a quella del suo personaggio letterario più famoso: Sherlock Holmes. È così oggi, ma è stato così anche vivente l’autore, tanto che questi una volta disse di odiare il detective di Baker street perché era più famoso di lui, facendolo morire per poi essere costretto a resuscitarlo a furor di popolo (e probabilmente di editore).
In realtà Holmes compare in una parte non preponderante della vastissima produzione letteraria di questo autore, che scrisse numerosi romanzi e racconti di genere fantastico, di avventure, del mistero e del terrore, di ambientazione storica e medica (essendo – come il suo alter-ego letterario dottor Watson – laureato in medicina) nonché saggi sullo spiritismo, disciplina di cui si interessò verso la fine della sua vita.
Una gran parte di queste opere non è mai stata tradotta in italiano, e credo che se ne siano perse le tracce anche in Gran Bretagna, ma altre opere ci permettono di conoscere la produzione relativamente meno nota di Conan Doyle, scritta come detto anche con l’intento di affrancarsi dall’ingombrante detective. Continua a leggere “La necessaria perpetuazione di un’ideologia superata dai fatti”

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Inverosimile, a tratti ingenuo, purtuttavia importante

ilrisvegliodellabissoRecensione de Il risveglio dell’abisso, di John Wyndham

TEA, Biblioteca di avventure fantastiche, 1991

John Wyndham è un autore di fantascienza che scrisse soprattutto negli anni ‘50 del secolo scorso. Alcune delle sue opere, edite originariamente in Italia nella mitica collana Urania di Mondadori, hanno contribuito a fare di lui uno degli autori di culto di questo genere, in particolare del sottogenere apocalittico, in cui vengono narrate catastrofi planetarie o la fine del mondo. Il suo romanzo più famoso e celebrato è Il giorno dei trifidi, pubblicato in Gran Bretagna nel 1952 e recentemente riedito da Mondadori negli Oscar.
Nel 1953 Wyndham pubblica un altro romanzo apocalittico, edito in Gran Bretagna come The Kraken wakes e negli Stati Uniti come Out of the Deeps: l’anno successivo Urania lo pubblica in Italia con il titolo Il risveglio dell’abisso. La modifica sostanziale del titolo, sia da noi che negli USA, è dovuta al fatto che quello originale fa riferimento al Kraken, un mostro marino della tradizione nordica generalmente rappresentato come una grossa piovra, protagonista tra l’altro di un sonetto giovanile di Tennyson, riportato nel capitolo introduttivo del romanzo. Alle nostre latitudini, e credo ancora di più a quelle nordamericane, un titolo come Il Kraken si risveglia non avrebbe avuto alcun potere evocativo, visto che tale mostro da noi è poco noto.
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