Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura brasiliana, Libri, Recensioni

La memoria è la grande medicina rispetto alla nostra inadeguatezza esistenziale

DonCasmurroRecensione di Don Casmurro, di Joaquim Maria Machado de Assis

Fazi, Le porte, 1997

Recensendo l’altro libro di Machado de Assis da me recentemente letto, Memorie dall’aldilà, avevo azzardato la possibilità di un confronto fra tale romanzo e La coscienza di Zeno.
La lettura di questo Don Casmurro mi ha convinto ancora di più del fatto che esistano strane analogie tra lo scrittore brasiliano e Italo Svevo, fatte ovviamente salve tutte le differenze di contesto culturale esistenti tra i due scrittori.
Si è soliti infatti considerare i tre romanzi dello scrittore triestino come un’unica opera, quasi che Senilità e Una vita fossero una sorta di preparazione al capolavoro della maturità, che scaturisce dopo le prove generali rappresentate dagli altri due romanzi.
Analogamente tra Don Casmurro e Memorie dall’aldilà esistono una tale serie di affinità strutturali e tematiche da farli Continua a leggere “La memoria è la grande medicina rispetto alla nostra inadeguatezza esistenziale”

Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura brasiliana, Libri, Recensioni

La coscienza di Braz: uno Zeno brasiliano, quarant’anni prima

MemoriedallAldilaRecensione di Memorie dall’aldilà, di Joaquim Maria Machado de Assis

Rizzoli, I classici della BUR, 1991

Joaquim Maria Machado de Assis è considerato il più grande scrittore brasiliano dell’800, e Memorie dall’aldilà uno dei suoi capolavori.
Questo romanzo è in effetti molto divertente, a partire dall’originale espediente che l’autore utilizza per la narrazione: la storia è infatti narrata dal protagonista, Braz Cubas (nella traduzione di Laura Marchiori di questa edizione BUR italianizzato in Biagio) dopo la sua morte, come dice il titolo (anch’esso italianizzato rispetto all’originale Memorias posthumas de Braz Cubas). Ciò permette al narratore di essere al contempo l’io narrante ma anche un soggetto distaccato dal Braz Cubas vivo, di giudicare la vita del protagonista da una prospettiva più critica, meno emotivamente coinvolta rispetto alle classiche narrazioni in prima persona, pur conservandone il punto di vista soggettivo. E’ questo espediente che contribuisce a dare a Memorie dall’aldilà la cifra scanzonata e ironica che lo contraddistingue. Un altro elemento di grande importanza per il tono complessivo del racconto è dato dalla sua struttura, fatta di brevissimi capitoli (se ne contano ben 160 in meno di 200 pagine effettive) nei quali il narratore alterna la descrizione dei fatti a digressioni e commenti, dando luogo ad un fitto dialogo con il lettore, al quale spesso viene chiesto di giudicare e commentare a sua volta.
Machado de Assis ci narra quindi, per bocca del protagonista che si definisce non un autore defunto ma un defunto autore la vita di Braz Cubas, partendo però Continua a leggere “La coscienza di Braz: uno Zeno brasiliano, quarant’anni prima”