Pubblicato in: Classici, Letteratura, Letteratura ellenica, Libri, Narrativa, Racconti, Recensioni

Un mondo lontano, un panorama culturale vicino

LaColpadiMiaMadreRecensione de La colpa di mia madre – L’unico viaggio della sua vita – Moskóv Selím, di Gheórgios Viziinós

Argo, Il Pianeta scritto, 2004

Gheórgios Viziinós è un autore pressoché sconosciuto nel nostro paese, sia perché appartiene ad un’area culturale, quella neoellenica, poco frequentata dalla nostra editoria, sia perché la sua produzione letteraria è stata, come vedremo, quantitativamente limitata. Va dato quindi merito all’editore Argo di Lecce, particolarmente attento alla produzione letteraria del vicino oriente, per avere raccolto nell’ormai lontano 2004 in questo piccolo ed elegante volume tre dei racconti più significativi di Viziinós. Fortunatamente il volume è ancora in catalogo, mentre solo sul mercato dell’usato può essere reperito l’unico altro racconto di Viziinós pubblicato in italiano, Chi fu l’assassino di mio fratello, edito dalla Società Editrice l’Epos nel 2000.
Viziinós è considerato uno dei fondatori della letteratura greca moderna, e viene definito Il Maupassant greco. Nato da una famiglia economicamente modesta nel 1849 nell’odierno Vize, villaggio della Tracia orientale, allora appartenente all’impero ottomano ed oggi in Turchia, ebbe una vita non facile, segnata in gioventù da tragedie familiari di cui si ritrova l’eco nei suoi racconti; dopo l’esordio letterario con un volume di poesie, nel 1875 lascia l’angusto mondo letterario ateniese e si trasferisce per tre anni, grazie alla protezione di un mecenate, a Göttingen, dove entra in contatto con i fermenti culturali europei e all’Università segue corsi di filosofia e storia, ma anche di antropologia e psicologia.
Tornato in patria, fa parte del gruppo di letterati che intende rinnovare l’asfittica cultura ellenica fondando una letteratura nazionale basata sul recupero delle tradizioni e sulla documentazione della vita nei villaggi, considerati il cuore della specificità greca: è la cosiddetta ithografia, corrente letteraria analoga per molti versi al naturalismo francese e al verismo italiano. Tra il 1883 e il 1884 pubblica su Hestia, la rivista ufficiale della nuova letteratura ellenica, cinque racconti, mentre esce in volume una raccolta di poesie. Negli anni seguenti insegna all’Università e si dedica soprattutto alla saggistica, la sua produzione narrativa limitandosi ad un altro paio di racconti. A causa di crescenti turbe mentali passerà gli ultimi quattro anni di vita in manicomio, morendo nel 1896.
Una vicenda umana complessa, quindi, per molti versi tragica, nella quale la produzione letteraria in prosa occupa una parte temporalmente limitata: sono tuttavia proprio i pochi racconti scritti da Viziinós che oggi costituiscono il suo lascito culturale più importante, anche perché, come vedremo analizzando i tre proposti in questo volume, si discostano dalla semplice rappresentazione cronachistica della realtà tipica della prosa itografica per abbracciare tematiche che, come fa giustamente notare il curatore e traduttore Gianni Schilardi, attengono al disagio di vivere, preannunciando quindi in qualche modo il ‘900. Continua a leggere “Un mondo lontano, un panorama culturale vicino”