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L’anima dello shtetl nei racconti di un padre della cultura yiddish

unconsiglioavvedutoRecensione di Un consiglio avveduto, di Sholem Aleykhem

Adelphi, Piccola biblioteca, 2003

Questo prezioso volumetto della Piccola Biblioteca Adelphi propone tre racconti di un autore poco conosciuto nel nostro paese, ma che, come vedremo, ha avuto un ruolo estremamente importante per lo sviluppo della cultura ebraica nel periodo a cavallo tra XIX e XX secolo.
Sholem Aleykhem (la trascrizione in caratteri latini è variabile, ad esempio si trova anche Shalom Aleichem) è pseudonimo di Sholem Rabinovič, ed in lingua ebraica significa la pace sia con voi ma viene usato anche colloquialmente come espressione di saluto. Lo scrittore nacque in uno shtetl ucraino, allora parte dell’impero zarista, nel 1859, ed è considerato uno dei padri della letteratura yiddish. All’epoca lo yiddish, parlato da milioni di ebrei in tutta l’Europa centro-orientale, era considerato una sorta di vernacolo, e la letteratura ufficiale impiegava l’ebraico, la lingua alta.
Sholem Aleykhem compie, assieme a pochi altri intellettuali tra i quali bisogna citare Mendele Moicher Sforim, una autentica rivoluzione culturale, utilizzando lo yiddish per raccontare le sue storie, che hanno come protagonisti la vita dello shtetl e i suoi abitanti, visti con un occhio ironico intriso del tipico umorismo ebraico, che spesso contiene anche gli elementi di una satira sferzante. Continua a leggere “L’anima dello shtetl nei racconti di un padre della cultura yiddish”

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