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Un puzzle difficile da ricomporre

QuadernidiunMammiferoRecensione di Quaderni di un mammifero, di Erik Satie

Adelphi, Biblioteca Adelphi, 1980

Erik Satie è senza dubbio uno dei musicisti più importanti del periodo a cavallo tra ‘800 e ‘900, ed uno di quelli che meglio ha interpretato i profondi sconvolgimenti sociali, culturali ed artistici che hanno caratterizzato quell’epoca. Emblematico a questo proposito il fatto che due delle personalità artistiche a cui fu più legato, anche dal punto di vista personale furono da un lato Claude Debussy e dall’altro Jean Cocteau: due personalità che nel nostro immaginario appartengono a due epoche totalmente diverse, ma che trovano un loro preciso fil rouge proprio nell’eccentrico compositore normanno.
La musica di Satie prende infatti le mosse da atmosfere pienamente ottocentesche, sia pure rielaborate con una grande originalità, che potremmo definire postimpressioniste, riscontrabili nelle celeberrime Gymnopédies e Gnossiennes composte tra il 1888 e il 1897, per approdare, nelle composizioni del periodo a cavallo della prima guerra mondiale, ad essere una sorta di colonna sonora delle produzioni artistiche delle avanguardie cubiste, dada e surrealista. Satie divenne anzi una sorta di punto di riferimento musicale delle avanguardie, e la sua opera influenzò molti dei compositori del primo e secondo novecento. Continua a leggere “Un puzzle difficile da ricomporre”