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Tra nostalgia e lucida critica: la kakania di Franz Werfel

nellacasadellagioiaRecensione di Nella casa della gioia, di Franz Werfel

Guanda, Prosa contemporanea, 1993

L’edizione italiana di questo racconto lungo di Franz Werfel, edita da Guanda, racchiude un piccolo mistero. Il racconto in tedesco si intitola infatti Das Trauerhaus, che può essere tradotto approssimativamente come La casa del dolore o La casa del lutto: perché questo titolo sia divenuto, nella traduzione di Cristina Baseggio, Nella casa della gioia, sovvertendo di fatto il titolo originale, non sono proprio riuscito a spiegarmelo. Né è possibile dedurlo dalla lettura del libro, visto che non è dotato di alcuna pre- o postfazione né di commenti e note. Dato quanto il racconto ci dice, credo che il titolo originale sia molto più pertinente di tale, a mio avviso arbitraria, traduzione.
A parte questo, ed a parte alcune imprecisioni nella traduzione – la più vistosa delle quali è quella di aver tradotto la battaglia di Bílá Hora come battaglia sul Monte Bianco, con il risultato di far presumere al lettore sprovveduto che si sia trattato di uno scontro alpino – bisogna veramente essere grati all’editore e alla traduttrice per avere permesso ai lettori italiani di conoscere questa opera di Werfel, poco frequentata – a giudicare dal numero di edizioni – anche nei paesi di cultura tedesca.
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La patria di un poeta senza patria

DueStoriePraghesiRecensione di Due storie praghesi, di Rainer Maria Rilke

e/o, Tascabili, 1993

Pubblicando queste Due storie praghesi nel 1899 Rilke scrive: Questo libro non è altro che passato… Oggi non l’avrei scritto così, vale a dire che non l’avrei scritto affatto.
Quello del 1899 è già un Rilke senza patria, che vive ormai da due anni a Monaco di Baviera, ha dimenticato la tenera Vally della sua giovinezza praghese per gettarsi tra le braccia senza dubbio più energiche di Lou Andreas-Salomé, si accinge a partire per il lungo viaggio in Russia.
E’ quindi logico che due racconti scritti qualche anno prima, ambientati nella natìa Praga e centrati sul tema dello scontro in atto tra la dominante élite tedesca e la nascente coscienza nazionale ceca fossero ormai lontani dall’orizzonte culturale e personale del poeta.
Eppure, con gli occhi dei posteri, possiamo dire che si tratta di due racconti estremamente importanti per comprendere l’evoluzione della poetica di Rilke, per scorgere le radici di quel cosmopolitismo che costituirà uno dei tratti più importanti, anche se non certamente l’unico, del suo pensiero. Si tratta anche, lo dico subito, di due racconti a mio avviso molto belli, anche se profondamente diversi l’uno dall’altro, dei quali consiglio caldamente la lettura. Continua a leggere “La patria di un poeta senza patria”

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Ma Kafka e Hašek sono un’altra cosa

HoServitoRecensione di Ho servito il re d’Inghilterra, di Bohumil Hrabal

e/o, Tascabili, 1986

La nota sull’autore che si trova alla fine di questa edizione economica del romanzo dice che Hrabal è Erede spirituale di altri due grandi praghesi, Kafka e Hašcek (sic!). Ora, con tutto il rispetto e l’ammirazione per questo irregolare, per la sua vita travagliata e per il suo essersi trovato a vivere in Cecoslovacchia durante la guerra prima e sotto il regime “comunista” poi, non credo proprio che il suo nome possa essere accostato a quello dei due grandi immortali sopra citati, se non per il luogo di nascita. Cercherò di spiegare perché ne sono convinto.
Ho servito il re d’Inghilterra è la storia, narrata in prima persona, della vita di un uomo che, iniziando come apprendista cameriere in un grande albergo ceco nel primo dopoguerra, attraversa le travagliate vicende belliche e post belliche con una sua speciale leggerezza, accumulando “mestiere” e denaro, quest’ultimo anche con mezzi furbeschi, sino a poter aprire un suo albergo, che gli viene però confiscato dal regime. Essendo milionario (quindi nemico di classe nella Cecoslovacchia post 1948) chiede e ottiene di essere internato, quindi viene mandato nella Selva Boema ad occuparsi della manutenzione di una strada. Una certa importanza nella storia narrata assume la componente erotica, con la descrizione dell’iniziazione sessuale del nostro Continua a leggere “Ma Kafka e Hašek sono un’altra cosa”