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La mirabile storia di una città oggi assassinata

LePietrediVeneziaRecensione di Le pietre di Venezia, di John Ruskin

Rizzoli, I classici della BUR, 1987

Recentemente mi è capitato di parlare di Bruges la morta di Georges Rodenbach, e non ho potuto fare a meno di paragonare le atmosfere che l’autore ci offre, relative alla città sul finire del XIX secolo, e l’esperienza di visita odierna in una città diventata una delle mete del turismo internazionale.
Questo stridente contrasto lo si ritrova all’ennesima potenza confrontando la Venezia di oggi con le sublimi descrizioni della città decadente, della sua storia e della sua arte che ci vengono proposte da John Ruskin nella sua opera più famosa, Le pietre di Venezia.
Chi oggi si rechi a Venezia e segua il percorso che dalla stazione di Santa Lucia giunge a San Marco passando per Rialto, seguendo le anacronistiche frecce, quasi commoventi nel loro minimalismo, disegnate sugli antichi muri delle case oppure sui vecchi cartelli a fondo giallo, si trova costantemente immerso in una marea umana che a stento riesce a farsi largo nelle calli invase da negozi della più orrenda paccottiglia, da fast-food e pizzerie che vendono a carissimo prezzo i cibi più scadenti che si possano trovare nel nostro Paese, da finti artisti di strada che cercano di smerciare all’estasiato turista russo o cinese copie di tremende croste pittoriche. Continua a leggere “La mirabile storia di una città oggi assassinata”

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Un capolavoro del teatro italiano e altri tasselli dell’opera di uno dei fondatori del pensiero moderno

LaMandragolaRecensione di La Mandragola – Belfagor – Lettere, di Niccolò Machiavelli

Mondadori, Oscar classici, 1991

Leggere La mandragola e Belfagor, le due opere raccolte in questo piccolo volume degli Oscar Mondadori, ci permette di scoprire un Machiavelli diverso da quello ufficiale, dallo scrittore politico e fine letterato del Principe e dei Discorsi.
E’ il Machiavelli commediografo e narratore, che ci regala una delle perle del teatro italiano di tutti i tempi, La mandragola, appunto, una commedia innanzitutto godibilissima ancora oggi, nonché piena dello spirito dei tempi ed in grado di fornirci un quadro freschissimo della Firenze del ‘500 e del pensiero dell’autore riguardo la società in cui viveva.
La mandragola è la classica commedia delle beffe. Un giovane di nome Callimaco, appena tornato a Firenze dopo essere vissuto a Parigi vuole diventare l’amante di una virtuosa fanciulla, Lucrezia, moglie di un ricco avvocato, Messer Nicia.
Con l’aiuto di Ligurio, un parassita che frequenta la casa di Messer Nicia, ordisce una trama che fa leva sul desiderio di quest’ultimo di avere un figlio. Sarà quindi lo stesso sciocco marito a collaborare fiducioso alla riuscita dell’inganno che lo renderà cornuto, anche grazie all’intervento di un frate avido e corrotto.
La prima cosa da notare nella commedia è a mio avviso la lingua usata dal Machiavelli. E’ un fiorentino verace, popolaresco e salace, pieno di modi di dire divertenti ed oggi inusuali, che contribuisce non poco a rendere piacevole la lettura. Nelle prime pagine si deve ovviamente fare uno sforzo di adattamento – soprattutto se non si sciacquano i panni in Arno – ad una lingua desueta, ma dopo poco, se ci si immerge nel ritmo, Continua a leggere “Un capolavoro del teatro italiano e altri tasselli dell’opera di uno dei fondatori del pensiero moderno”