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Lucidità di analisi e fascino poetico di un saggio sulla letteratura femminile

unastanzatuttaperseRecensione di Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf

Newton, Tascabili economici, 1993

Tra le mie infinite lacune letterarie una delle più clamorose, visto l’amore che porto alla letteratura del primo novecento, è data dal fatto che non ho ancora letto alcun romanzo di Virginia Woolf. Eppure i libri sono lì, in libreria: le opere principali acquistate sin da giovane da mia moglie, ed altri pochi volumi da me in anni recenti; prima o poi dovrò decidermi ad affrontare questa imprescindibile autrice. Non so da cosa sia derivata questa sorta di indifferenza per Woolf: forse dal fatto che ho inizialmente concentrato gran parte della mia attenzione sull’area culturale che più mi affascinava da giovane, quella tedesca, e che delle altre ho per lungo tempo inseguito solo i nomi da me considerati maggiori, come Proust o Joyce; per riallacciarmi al contenuto di Una stanza tutta per sé, il motivo profondo può darsi che si possa rintracciare nel fatto che Woolf è una autrice, e che inconsciamente non considerassi la sua letteratura alla stregua di quelle dei grandissimi autori citati prima. È in ogni caso un dato che per lungo tempo l’unico scritto di Woolf nella mia libreria è stato proprio questo volumetto edito da Newton negli anni ‘90, e che ancora oggi non conosco praticamente nulla della scrittrice: che sia proprio io ad avere paura di Virginia Woolf? Continua a leggere “Lucidità di analisi e fascino poetico di un saggio sulla letteratura femminile”

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Un autore statunitense, non “americano”

labanconotadaunmilionedidollariRecensione de La banconota da un milione di sterline e altri racconti, di Mark Twain

Newton, Tascabili economici, 1993

Oggi la fama di Mark Twain, almeno nel nostro paese, è generalmente associata a quella dei suoi due più famosi romanzi: Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Huckleberry Finn, e per questo l’autore è dai più considerato uno scrittore umoristico per ragazzi.
La personalità letteraria di Twain è invece estremamente complessa, e la sua parabola artistica ed umana ne fanno il più americano degli scrittori d’America, come dicono giustamente Gianni Pilo e Sebastiano Fusco nella breve prefazione posta all’inizio di questa piccola raccolta di suoi racconti. Non condivido invece quello che hanno asserito Hemingway e Faulkner (Twain come ”Il primo vero scrittore americano”: e Melville, Hawthorne, Poe? Quanto americani erano? E’ aperto il dibattito…) Continua a leggere “Un autore statunitense, non “americano””

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La compiuta incompiutezza di una tragicommedia borghese

cortoviaggiosentimentaleRecensione di Corto viaggio sentimentale, di Italo Svevo

Newton, Tascabili economici, 1992

Italo Svevo, oltre ai tre romanzi pubblicati in vita, scrisse anche una serie di novelle e lasciò incompiuto un altro romanzo (Il vecchione o il vegliardo), che avrebbe dovuto essere la continuazione de La coscienza di Zeno.
Alcuni mesi prima di morire, però, aveva iniziato a scrivere anche un romanzo breve, o racconto lungo, dal titolo Corto viaggio sentimentale, lasciato anch’esso incompiuto. Come vedremo, l’incompiutezza del racconto non costituisce un ostacolo al pieno godimento di questa opera, che si inserisce appieno nel filo estremamente lineare, ancorché fortemente articolato, della poetica sveviana.
Già nel titolo è a mio avviso chiaro il tributo ad uno degli autori più amati da Svevo: Laurence Sterne. Come il Viaggio sentimentale dell’autore inglese è costituito dall’insieme delle esperienze di Yorick, il protagonista, e ciò che Yorick non vede e non filtra attraverso la sua coscienza semplicemente non esiste, Continua a leggere “La compiuta incompiutezza di una tragicommedia borghese”

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I saccheggiatori di civiltà

IlSaccheggiatorediRelittiRecensione de Il saccheggiatore di relitti, di Robert Louis Stevenson

Newton, Tascabili economici, 1993

Il saccheggiatore di relitti è un romanzo poco noto di Robert Louis Stevenson, scritto dall’autore mentre già viveva nelle Samoa, nel luogo da lui chiamato Vailima (i cinque fiumi) dove morirà a quarantaquattro anni due anni dopo la sua pubblicazione.
Stevenson ha quindi già alle spalle gran parte della sua vasta produzione letteraria, compresi capolavori quali L’isola del tesoro, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Il Signore di Ballantree. Ha ormai alle spalle anche la Gran Bretagna vittoriana, della quale ha contribuito a svelare, in particolare nelle due ultime opere citate, la profonda ipocrisia di una superficie moralista e intrisa di positivismo, che richiede la rimozione dei recessi oscuri e delle pulsioni dell’animo umano che costituiscono la faccia nascosta della costruzione sociale. Continua a leggere “I saccheggiatori di civiltà”

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Cronache del passato per capire il presente

CronacheItalianeRecensione di Cronache italiane, di Stendhal

Newton, Tascabili economici, 1993

Le Cronache italiane sono una raccolta di racconti ordinati dopo la morte di Stendhal, e che hanno trovato la loro sistemazione definitiva sotto questo titolo solo nel 1947. Vi compaiono infatti alcuni testi pubblicati singolarmente dall’autore quando era ancora in vita – anche avvalendosi di alcuni dei suoi numerosi pseudonimi – accanto ad altri che furono pubblicati postumi, due dei quali incompiuti.
Non è quindi lecito supporre che la loro pubblicazione unitaria fosse tra gli intenti dell’autore, ed il titolo stesso fu dato ad una prima parziale raccolta comparsa oltre dieci anni dopo la morte di Stendhal.
Nonostante questo, è indubbio che gli otto racconti che oggi formano l’edizione integrale delle Cronache italiane siano caratterizzati da una unitarietà tematica e strutturale che ne fa qualcosa di più di una semplice raccolta di racconti sparsi. Continua a leggere “Cronache del passato per capire il presente”

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Il giovane Rilke in cerca di sé stesso, con un botto finale

DanzeMacabre.jpgRecensione di Danze macabre, di Rainer Maria Rilke

Newton, Tascabili economici, 1994

Queste Danze macabre, prezioso volumetto edito una ventina d’anni fa da Newton, permettono di approfondire la conoscenza del giovane Rilke, iniziata per quanto mi riguarda con la lettura di Due storie praghesi.
Sono infatti qui raccolti 18 racconti scritti nell’arco di un quinquennio, dal 1894 al 1899, da un Rilke attorno ai vent’anni, nel suo ultimo periodo praghese e nei primi anni della sua vita di senza patria (si trasferì a Monaco di Baviera nel 1896 e pochi mesi dopo intrecciò la sua relazione con Lou Andreas-Salomé).
Si tratta di materiale molto eterogeneo, sia perché questi cinque anni sono cruciali nell’evoluzione artistica (ed esistenziale) dell’autore, sia in quanto accanto a racconti compiuti compaiono quelli che con molta probabilità avrebbero dovuto essere semplici spunti per opere più elaborate, mai completate. Continua a leggere “Il giovane Rilke in cerca di sé stesso, con un botto finale”

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Là dove nasce la commedia all’italiana

PlautoTutteleCommedieRecensione di Tutte le commedie – voll. 1 e 2, di Tito Maccio Plauto

Newton Compton, Paperbacks classici greci e latini, 1976

Di Tito Maccio Plauto ci sono pervenute 21 commedie, quelle che Varrone attribuì certamente a lui. Di queste alcune sono incomplete o frammentarie. Questa vecchia edizione della Newton Compton, risalente agli anni ’70 del secolo scorso e composta di cinque volumi, ha avuto il pregio di riproporle in versione integrale, con testo latino a fronte, curate da Ettore Paratore, grande latinista ormai scomparso da tempo, che oltre alle traduzioni scrisse anche una introduzione generale all’opera e una nota introduttiva per ciascuna commedia. Oggi questa edizione integrale non è più disponibile nei cataloghi della casa editrice, come pure quella della BUR che la precedette, ma è comunque agevole leggere Plauto acquistando i numerosi titoli che propongono singole commedie o coppie di esse.
Nella mia libreria vi sono i primi due volumi dell’edizione Newton, che aveva organizzato le commedie in ordine alfabetico: mi sono limitato quindi per il momento a leggere le nove commedie del Sarsinate proposte dai volumi in mio possesso.
Leggere Plauto significa entrare nel mondo del teatro comico e farsesco dalle sue radici più profonde, e trovarsi al capo di un filo che porterà, nel nostro paese, alla commedia rinascimentale, alla commedia dell’arte ed alla cinematografica commedia all’italiana. Continua a leggere “Là dove nasce la commedia all’italiana”

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Quando la realtà è un incubo gli incubi si fanno realtà

IlCardinaleNapellusRaccontiAgghiaccianiRecensione de Il cardinale Napellus e di Racconti Agghiaccianti, di Gustav Meyrink

Mondadori, Oscar, 1989; Newton, Tascabili economici, 1993

Recensisco questi due volumi congiuntamente perché entrambi contengono racconti di questo autore, e possono essere letti insieme, data la unitarietà delle tematiche trattate. Meyrink si dedica infatti alla scrittura di racconti nei primi anni del ‘900, subito dopo la conversione da banchiere a scrittore: quasi tutti i suoi racconti sono antecedenti alla stesura dei suoi cinque romanzi (tra i quali il più famoso è senza dubbio Il Golem, del 1915): questi due volumi ce ne presentano una selezione, e ci permettono di addentrarci nella conoscenza di una delle più singolari figure di intellettuale della Mitteleuropa a cavallo della prima guerra mondiale.
Meyrink è considerato autore esoterico per eccellenza, e le pagine di introduzione dei due piccoli volumi (quella del volume di Mondadori scritta da Jorge Luis Borges) vanno nel senso dell’esaltazione dell’elemento magico, irrazionale della sua scrittura, dell’influsso che su di essa ebbero le letture cabalistiche e le filosofie orientali. La lettura attenta di questi tredici racconti ci permette di affermare che se la magia, la presenza di forze oscure che determinano il nostro destino individuale e collettivo, il fantastico sono la cifra espressiva patente della produzione letteraria di Meyrink, tuttavia non si tratta di una cifra scelta dall’autore di per sé, ma di uno strumento espressivo attraverso il quale Meyrink Continua a leggere “Quando la realtà è un incubo gli incubi si fanno realtà”

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I racconti del maestro del Grand Guignol, che a tratti si elevano oltre il genere

StorieMacabreRecensione di Storie macabre, di Gaston Leroux

Newton, Tascabili Economici, 1995

Gaston Leroux, singolare figura di giornalista e scrittore francese a cavallo tra XIX e XX secolo, è famoso per essere l’autore de Il fantasma dell’Opera, romanzo da cui sono stati tratti un fortunato musical e numerosissimi film, e per Il mistero della camera gialla, che è considerato uno dei capostipiti dei gialli della stanza chiusa.
Questo volumetto della Newton, oggi fuori catalogo, ha il pregio di presentarci alcuni dei racconti di questo autore, considerato uno dei maestri del Grand Guignol, racconti poco noti al pubblico italiano, ma che non mancano di motivi d’interesse, pur potendo essere confinati sicuramente entro gli angusti confini della letteratura di genere. Vorrei al proposito spezzare qui una lancia a favore di queste edizioni. Non è il primo libro di queste collane economiche Newton che leggo, e sempre ho trovato, al di là dell’aspetto da mass market paperback e di una pagina con margini troppo stretti,il che va a scapito della sua eleganza, edizioni curate quanto a traduzione e a note introduttive. Se a questo si aggiunge che spesso si trovano titoli ed autori snobbati da altri editori più blasonati, credo che si debba fare un plauso a questa casa editrice, che sa (o sapeva) spesso coniugare economicità e qualità Continua a leggere “I racconti del maestro del Grand Guignol, che a tratti si elevano oltre il genere”